Lago di Garda

Il Lago di Garda è il lago più grande d’Italia (370 kmq) e soprattutto è il lago mediterraneo fra i laghi prealpini. Molto largo nella parte sud, si restringe man mano si procede verso nord, fino ad assumere la forma di un fiordo norvegese. Grazie alle montagne che lo proteggono dalle correnti più fredde, insieme al fatto che si trova a 65 m sopra il livello del mare, c’è un micro clima che permette di avere la vegetazione tipica della “Macchia Mediterranea”  come oleandri, agavi, pini marittimi, cipressi, ulivi, agrumi, palme, buganvillee, lecci. Splendido paesaggio e splendide testimonianze storiche completano il quadro meraviglioso di questo lago a nord est dell’Italia.

Tra le località più famose, ricordiamo SIRMIONE la cui bellezza è stata cantata da Catullo, un poeta veronese dell’epoca romana! Anche oggi si distingue dalle altre località del lago per il suo carattere aristocratico;  ricca di monumenti, a Sirmione c’è la Rocca Scaligera e il centro storico di impronta medievale, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, la Villa di Maria Callas e la grande ed imponente Villa romana, chiamata: “Grotte di Catullo”.

La Rocca Scaligera del XIII secolo è il simbolo di  Sirmione ed è visitabile: si possono ammirare i cortili, i camminamenti, le feritoie, i ponti levatoi, le merlature e, soprattutto, si può salire sul mastio per ammirare il panorama.

Il Castello e le Grotte di Catullo sono Musei nazionali e quindi è prevista la gratuità per chi ha meno di 18 anni. (Chiusura di lunedì)

Si può completare la visita con il giro in motoscafo intorno alla punta della penisola e scoprire così le Terme, la splendida vegetazione mediterranea, i resti della villa romana, le bolle che salgono in superficie della sorgente sulfurea, che si trova sott’acqua e, ovviamente, si vede il castello da un’altra prospettiva.

Altra località degna di nota è DESENZANO i cui primi insediamenti risalgono all’ età del bronzo (XXI-XIX secolo a.C.), ed, oggi, è possibile visitare un Museo Archeologico dedicato alla Preistoria, custodito all’interno dell’ex-monastero di Santa Maria in Senioribus dedicato a Rambotti. In epoca romana Desenzano fu ricercato soggiorno di ricchi. Pare anzi che dal nome di un nobile romano, un certo «Decentium», sia derivata l’attuale denominazione del centro. Questo fu sicuramente favorito dalla presenza della Via Consolare che collegava Mediolanum a Brixia e poi a Verona e che permise al Dominus di raggiungere questa località e di insediarsi. E’ possibile vedere i resti di una Villa Romana, costruita nel IV secolo sui ruderi di una villa del I secolo d.C., che fu riportata alla luce nel 1921 e costituisce uno dei migliori esempi di architettura romana nella Valle Padana. È decorata con 240 mq di mosaici policromi di pregevole fattura.

A metà del XV secolo (1426) Desenzano passò sotto la Repubblica di Venezia, divenendo un notevole centro commerciale e conoscendo un florido sviluppo economico determinato dal mercato del grano del martedì (il mercato desenzanese forniva anche prodotti locali che includevano vino, pesce e agrumi). Ci fu un grande sviluppo urbanistico e soprattutto architettonico, testimoniato ancora oggi dal Palazzo del provveditore e la Chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. Fu costruita nel 1480 e rifatta nel 1586 su progetto dell’architetto Todeschini. Come avvenne per molti edifici, costruiti in un lungo arco di anni, la realizzazione dell’opera non fu interamente completata secondo quanto era previsto dal progetto. La facciata manifesta già elementi barocchi. L’interno è semplice e austero, a tre navate, con colonne di stile dorico. L’opera più interessante è la paia d’altare della cappella del Santissimo, opera di Giovan Battista Tiepolo che raffigura «L’ultima cena». La tela fu eseguita all’incirca nel 1738. Nel Duomo v’è anche un ciclo pittorico dedicato a Maria Maddalena. Ne è autore Andrea Celesti , uno dei principali rappresentanti della pittura veneta del Seicento.

Passiamo a SALO’, le cui origini sono sconosciute così come è sconosciuta l’origine del nome. Una cosa è certa: Salò ospitò un importante insediamento romano, anche se, purtroppo, non c’è più nulla di visibile di questo periodo, niente che balzi all’occhio, se si fa una passeggiata nel centro storico.

E’ visibile invece la struttura medievale, dal punto di vista urbanistico, con le attuali Via Fantoni, Via Butturini e Via San Carlo, che costituivano la via principale dell’abitato, con mura tutt’intorno e le due porte, una all’inizio e una alla fine della suddetta arteria che tagliava in due l’abitato, nel senso della sua lunghezza.

Salò, denominata “Magnifica Patria”, fu sotto il protettorato di Venezia dal 1336 al 1349, poi dominio dei Visconti di Milano e dal 1426 di nuovo sotto il dominio della Repubblica di Venezia. La floridezza economica del borgo era basata soprattutto sui traffici e sui commerci, e tra le attività artigianali aveva un notevole rilievo quello del lino. Monumenti degni di nota: il Palazzo Comunale e il Duomo di Santa Maria Annunziata.

Dal settembre 1943 all’aprile 1945, mentre infuriava il secondo conflitto mondiale, Salò assunse il rango di capitale d’Italia, anche se di un’Italia divisa a metà. Nell’ottobre del 1943 infatti nasceva a Gargnano la Repubblica Sociale Italiana, detta anche Repubblica di Salò, per la sede della Radio che trasmetteva da qui, ultimo tentativo di Benito Mussolini di riorganizzare l’Italia fascista.

Se da Salò, proseguiamo verso nord, attraversiamo GARDONE RIVIERA, che ha conosciuto uno sviluppo turistico importante dalla fine del 1800, con i coniugi Wimmer, diventando meta di un turismo di elite, ma in questa zona, fin dal Rinascimento,  furono costruite a lago numerose ville, come il Palazzo Terzi Martinengo di Barbarano. A Gardone si trova il famoso Vittoriale degli Italiani.

Continuiamo lungo la Riviera dei Limoni (Costa Occidentale del Lago) e attraversiamo TOSCOLANO MADERNO e GARGNANO, fino ad arrivare a LIMONE SUL GARDA, graziosissimo borgo a lago, dove spiccano terrazzamenti occupati da limonaie e moderne strutture ricettive, che si sono ben inserite tra le pareti rocciose circostanti.

Se da Sirmione, andiamo verso est e poi verso nord, attraversiamo le seguenti località:

PESCHIERA DEL GARDA, che aveva un’importante funzione strategica, in quanto sbarramento del fiume Mincio; le sue mura vennero costruite dalla Serenissima, con un tipo di fortificazione moderno e addirittura consolidate dagli austriaci. Divenne una città militare. Celeberrimo il quadrilatero del 1848 di cui fece parte insieme a Verona, Legnago e Mantova.

LAZISE subì una razionalizzazione ancora più drastica, arrivando a somigliare ad una città romana: la città, circondata da mura, assunse una pianta quadrangolare e all’interno le vie vennero tracciate secondo uno schema urbanistico ortogonale.

Le mura di BARDOLINO sono state purtroppo interamente abbattute nel XIX secolo, ed anche quelle di GARDA e di MALCESINE (dove rimane però il castello arroccato) sono oggi in gran parte scomparse.

Tutto a nord, RIVA DEL GARDA, strategicamente importante per le comunicazioni con la val di Non e con la valle del fiume Sarca, è stata per gli Scaligeri una città fondamentale, per cui venne munita di mura e di un castello.