Lago d’Iseo

È il quarto lago della Lombardia, con una superficie di 61 kmq, ma … piace molto per il suo carattere autentico e incontaminato! E’ alimentato dal fiume Oglio che dalla Valle Camonica si getta nel lago, a nord fra Lovere e Pisogne e ne esce a sud-ovest presso Sarnico. Al centro del lago si erge Montisola, la più vasta isola lacustre italiana, cui fanno da satelliti, a nord e a sud, i due isolotti di San Paolo e Loreto. La presenza di olivi, vigneti e frutteti attesta la mitezza del clima, che favorisce una rigogliosa vegetazione. Le due sponde del lago danno al paesaggio un aspetto suggestivo, con la sponda bergamasca, ad ovest, che presenta pareti rocciose che scendono a picco nell’acqua e quella bresciana, ad est, leggermente più dolce e ricca di insenature. Tra le località distribuite lungo le rive, ricordiamo: Iseo, Pisogne, e la strada litoranea, che le collega, permette di attraversare anche Sulzano, dove c’è un servizio di traghetto che collega la terraferma all’isola, poi si incontra Sale Marasino, con l’imponente Chiesa di San Zenone e Marone, dove l’olivicoltura le ha valso l’appellativo di “città dell’olio”. Costeggiando il lago si ha la possibilità di  ammirare uno splendido panorama.

MONTISOLA si presenta imponente, come una montagna in mezzo al lago. I villaggi sono tutti collegati fra loro ma la circolazione è permessa ai pullmini del servizio comunale, all’ambulanza, alle auto del parroco, del medico e dell’assistente sociale. Gli abitanti usano motocicli o biciclette. L’attività economica dell’isola è basata sull’agricoltura (ulivi), e soprattutto la pesca, o, per meglio dire, sulle attività derivate da essa, ovviamente in forma più moderna; queste attività sono: la fabbricazione delle reti e la realizzazione di imbarcazioni. Un tempo la rete era necessaria per pescare il pesce e si faceva a mano. Con la rivoluzione industriale è stato introdotto il nylon e sono nati i primi retifici! C’è stata un’ulteriore evoluzione con la produzione di reti sportive, che ha permesso di diventare produttori mondiali di reti da calcio, tennis, palla volo e così via. In modo analogo, c’è stata un’evoluzione nei cantieri nautici: un tempo si facevano le barche per i pescatori ora si fanno imbarcazioni più eleganti. Con il turismo è nato un gran numero di ristoranti per mangiare il pesce, in tutte le sue varianti (tinca al forno, salmerino, coregone, pesce persico, arborelle …).

Il paesaggio urbano è molto caratteristico, in particolare per alcuni nuclei come Peschiera Maraglio, vecchio villaggio di pescatori, le case sono addossate le une alle altre. L’isola di SAN PAOLO: sede di un convento cluniacense, in epoca medievale, passato poi ai francescani, è diventata oggetto di compravendita nel XIX secolo finché agli inizi del XX secolo è stata acquistata dalla famiglia Beretta.

L’isola di LORETO, anch’essa proprietà privata, si presenta con una splendida residenza degli inizi del novecento ed un parco secolare tutt’intorno. Forse c’era un convento o forse una piccola cappella dedicata alla Madonna di Loreto – dà qui il nome dell’isola – c’è anche chi sostiene che il nome derivi da un bosco di lauri.

ISEO è il capoluogo del Sebino e ha dato il nome al lago per il mercato delle granaglie, che aveva luogo di venerdì, e che attirava chiatte dalla Pianura Padana e dalla Valle Camonica, trasformandolo in un nodo di comunicazione molto importante, sulla via d’acqua, unica via di comunicazione fino all’avvento della ferrovia. Con il turismo, c’è stata una reale trasformazione e valorizzazione del borgo e si possono visitare:  Piazza Garibaldi, con il primo monumento eretto in Italia, dedicato all’eroe dei due mondi nel 1883. La Chiesa di Santa Maria del Mercato, con affreschi quattrocenteschi. La Pieve di Sant’Andrea, attuale Chiesa parrocchiale, con una splendida facciata romanico-lombarda con il campanile in posizione centrale e un interno trasformato completamente, in epoca neoclassica, da Rodolfo Vantini, con capolavori di Francesco Hayez, Angelo Inganni, Teosa, Loverini. Il Castello Oldofredi, struttura difensiva del paese, che risale al XII secolo. La struttura del borgo medievale, rimasto praticamente originale e in buona parte sapientemente ristrutturato.

PISOGNE, nella parte nord del lago, si trova allo sbocco della Valle Camonica. Si presenta con un grazioso centro di impronta medievale, dove si erge la Torre del Vescovo, testimone del controllo del borgo da parte della curia vescovile, fino all’arrivo di Venezia nel 1426. La vecchia piazza del mercato fu teatro di un episodio terribile: otto donne, accusate di stregoneria, furono arse vive nel 1518. L’accusa di eresia era dovuta al clima di incertezza religiosa, che si era diffuso dopo la Riforma Protestante. Oggigiorno, Pisogne è soprattutto famosa per la Chiesa di Santa Maria della Neve, la cui costruzione prese avvio nella seconda metà del XV secolo per volere dei cittadini di Pisogne e negli anni 1533-34 il pittore Girolamo Romanino fu incaricato di affrescare l’interno della chiesa, con il ciclo della Passione del Cristo.